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23/09/2003
PROLOGO
Prima di recensire questo cd autoprodotto,
credo sia necessario fare un po' di chiarezza in merito alla musica,
e sulle bands capitoline.
Quotidianamente mi giungono in radio diversi Cd autoprodotti,
e questo è un bene,
questo significa che la città è "viva".
Va detto anche che,
essendo Roma molto grande può risultare dispersiva rispetto per esempio a Reggio Emilia,
quindi molti gruppi perdono il senso dell'orientamento,
la strada per cui il gesto in se stesso dovrebbe essere spontaneo,
diviene meccanico,
quindi la mistificazione della vera essenza di ciò che si sta facendo.
A Roma si sa,
si va di fretta,
e questo è un fatto,
così nel bunker della propria cantina non si fa altro che affrettare,
correre per stendere una composizione,
registrarla e portarla in una qualunque radio con la speranza di essere trasmessi e quindi suonare dal vivo.
Ma la delusione è sempre dietro la porta:
"non ci hanno trasmesso,
che stronzi,
non ci si filano di pezza,
lo sai che per essere trasmesso lì devi essere amico loro" e così via,
in altri termini si appoggia la colpa ad altri per non prendersi le proprie di colpe e di responsabilità,
pur essendo consapevoli che il proprio prodotto è mediocre,
mal arrangiato e pessimamente registrato.
Quanti di voi a distanza di tempo hanno riascoltato la propria musica ridendoci su?!?!? Io per primo me ne sono vergognato,
e mi vergogno ancora sentendo le cose che suonavo negli anni settanta,
cose che in realtà facevano veramente cagare,
ma all'epoca credevo (mica tanto) fossero ottime cose.
Oggi suono per diletto,
e senza nessuna velleità,
mi diverto a far andare delle macchine ed a suonare,
ad arrangiare,
a cazzeggiare,
ma di certo non mi cruccio se quella o l'altra casa discografica non mi caga,
mi rendo perfettamente conto che ci sono milioni di musicisti di gran lunga più bravi di me,
più creativi ecc…però continuo a suonare per diletto,
ma con la speranza di tirar fuori prima o poi il brano della vita,
quanto tempo ci impiegherò non ha per me nessuna importanza,
ma so che prima o poi ci riuscirò.
So però che l'umiltà,
e la leggerezza nel pensare non è cosa semplice,
oggi scorre a fiumi l'arroganza,
la presunzione,
i deliri di onnipotenza,
il fatto stesso di saper suonare perfettamente uno strumento,
il fatto stesso di essere andati a scuola e aver studiato per anni significa essere un ottimo ginnasta dello strumento stesso,
ma non significa necessariamente esserne indipendente,
non significa neanche essere dei creativi a prescindere.
La fantasia non si studia e non si compera,
la creatività non la insegna nelle scuole e non la si apprende in nessun luogo,
o c'è,
oppure (e mettiamoci l'anima in pace) non c'è !!! Certo,
la padronanza dello strumento e la conoscenza della musica aiuta,
su questo non c'è dubbio,
ma la padronanza dello strumento esula totalmente dal concetto stretto di creatività,
e sono due forme concettuali completamente diverse,
e lontane milioni di chilometri l'una dall'altra.
Apprezzo le bands emergenti,
suonare fa bene alla vita,
suonare male anche,
fa bene alla vita,
ma il suonare non vuol dire
aprioristicamente saper comporre una struttura musicale definita e sensata,
la cosa risulta assai più complessa e pindarica.
Tutti,
e dico tutte le bands di tutto il mondo traggono ispirazione da altre forme sonore,
o meglio creano suoni paralleli od altri,
in funzione della propria creatività più o meno accentuata o marcata,
ma spessissimo divengono forme fotocopia di quella o della tal altra band,
oggi in realtà il fatto è in se risulta meno palese,
c'è stato il "litfibimo,
il Seattleismo,
il Maidenismo,
il Clashismo l'Aphextwinismo" e via discorrendo,
la sensazione è che scimmiottare non vada più di moda,
allora si cerca altro,
si cerca di fare altro,
spessissimo con risultati scarsi e sovente anche deludenti e goffi,
la speranza resta sempre quella,
tentare di inventarsi qualcosa che suoni "DIVERSO" talmente diverso da essere talvolta inutile,
spesso catastrofico,
bands
rock che suonano senza basso,
o senza chitarra,
o senza un bel niente,
o con tutti gli strumenti,
ma è come se non si sentissero per la banalità dei suoni che ne vengono fuori.
Il fatto che resta è uno,
e dal quale non si può prescindere,
la musica è fatta di sole sette note,
sta ai musicisti farle diventare otto,
come il blues che vive da novant'anni ed ancora nessuno s'è accorto che è un fanciullo in fasce.
Neoismo - Atmosfera nel cubo.
Chiarisco subito,
il Cd è splendido.
Perlomeno,
a me è piaciuto tantissimo,
e vi spiego anche il perché,
o almeno ci provo.
Punto primo,
è ben registrato,
e questo non può che far bene alla musica tutta,
in questo caso alla loro,
ed alle mie orecchie.
Punto secondo,
è perfettamente suonato.
Punto terzo,
i suoni sono ben bilanciati così come l'uso degli strumenti.
Punto quarto,
questo Cd ha decisamente un suono personale,
anche se i riferimenti sono chiari ma non smaccatamente,
vedi Cure,
Battiato,
a tratti Morricone (la calma della sera).
Atmosfera nel cubo,
è uno splendido viaggio attraverso sensazioni sopite,
leggero,
a tratti minimale,
dove forte è la presenza delle tastiere che danno la direzione del senso di marcia dell'opera.
I testi e la voce sono sovente marginali,
come fossero degli assoli timidi ma importanti,
quasi nascosti,
su delle strutture raccolte intorno ad ambientazioni talvolta claustrofobiche ,
talvolta leggere ed aperte come ali di gabbiano.
Se la chitarra,
spesso mascherata,
da il senso della ritmica,
si trova talvolta a fare da interfaccia alle tastiere che recitano una parte determinate nello scenario sonoro che i Neoismo vanno a rappresentare nelle quattordici tracce presenti sul CD.
Notevole il lavoro delle percussioni e del basso che si integrano totalmente con il mondo che il resto della band costruisce loro intorno,
vedi ad esempio "Sequences,
No More e Neptune".
Non c'è un brano che non mi sia piaciuto,
forse "Terraferma e Fuori Pioveva",
il primo ed il nono dell'album che trovo decisamente di minore spessore,
prolissi e non all'altezza rispetto al resto del lavoro tutto,
ma su quattordici tracce,
tutte strepitose,
resta un fatto del tutto marginale.
Personalmente credo che molte produzioni dai costi pachidermici e proibitivi non siano all'altezza di questo prodotto nato nella nostra città,
fatto peraltro tutto in casa e con una semplice scheda Soundblaster da 40 euro.
Una cosa è chiara,
fare musica di qualità anche con poche lire si può,
basta volerlo,
e basta soprattutto avere fantasia,
creatività,
ma questo non basta,
serve anche la capacità di saper arrangiare sia la struttura dei brani sia l'architettura dei suoni,
e non occorrono studi digitali mostruosi per farlo,
perché se un musicista è una pippa a tutto tondo,
resta una pippa anche in uno studio da 1000 euro a seduta.
Un bacio ai pupi Prince Faster
Se andate sul loro sito potrete scaricarvi tutti i brani integrali del nuovo CD.
Il mio invito,
che è quello che faccio sempre,
è solo uno,
scaricate,
ma comperate il loro lavoro,
costa 12 euro,
e loro come molte altre ottime bends emergenti hanno bisogno di quei 12 euro,
i Metallica oramai non più.
A buon intenditor.
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e poi è davvero un cd da avere,
perchè anche la copertina è splendida!!!!
http:
//neoismo.
gamersrevolt.
com/it/
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