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Aquilani violenti, ecco i video che li inchiodano. | Cose Accadute
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Buongiorno a tutti,

Qualche giorno fa sono giunti a Roma manifestati abbruzzesi, i terremotati che chiedevano due cose, queste:

“Un piano per la ricostruzione dell’Aquila e una proroga (non l’annullamento si badi bene, solo una proroga) dell’esenzione dal pagamento delle tasse visto che quasi nessuna attività commerciale industriale è ancora ripresa.”

I terremotati sono quelle figure che sono state vittime di terremoto, il

terremoto dell’Aquila è stato molto violento.

IL terremoto dell’Aquila consta di una serie di eventi sismici, iniziati nel dicembre2008 e susseguitesi per diversi mesi, con epicentri nell’intera area della città e della provincia dell’Aquila. La scossa principale, verificatasi il 6 aprile 2009 alle ore 3:32, ha avuto un’ intensità pari a 5,9 della scala Richter e 6,3, l bilancio definitivo è di 308 morti, circa 1600 feriti di cui 200 gravissimi.

Il terremoto ha distrutto l’economia della regione. Migliaia di attività commerciali sono chiuse. Quasi un quarto di 80.000 residenti di L’Aquila riceve l’indennità di disoccupazione di governo, dicono i funzionari, mentre più di 20.000 sono sparsi intorno alla regione in alloggiamento provvisorio, fra loro 13.000 in hotel e 8.000 in case sul litorale adriatico. Alcuni vivono nelle loro seconde case.

Questa la cronaca reale (e non le cazzate di quasi tutti i giornali) della giornata presa dal sito www.post.it

I manifestanti sono arrivati a Roma e si sono radunati in piazza Venezia con l’obiettivo di muoversi verso il Parlamento, qualche centinaio di metri oltre. Piazza Montecitorio era chiusa per una concomitante manifestazione delle associazioni di disabili in protesta contro i tagli contenuti nella nuova finanziaria. Qui c’è la prima questione irrisolta: a Roma è consueto che si tengano due o tre manifestazioni al giorno, ma non è chiaro se la manifestazione degli aquilani fosse stata autorizzata o no. Quello che sappiamo è che alla partenza del corteo la polizia ha predisposto le normali misure di sicurezza, senza contestare la sua legittimità. Quando sono cominciati gli scontri — ci arriviamo — la polizia ha detto invece che il corteo non era autorizzato.

Gli scontri cominciano quando un centinaio di manifestanti cerca di forzare il blocco della polizia in via del Corso, la strada che collega piazza Venezia a Montecitorio, allo scopo di dirigersi verso il palazzo della Camera. Anche qui, non è chiaro quale fosse il percorso previsto: il sindaco dell’Aquila ha detto di non saperlo, la polizia ha detto che il tragitto non poteva prevedere l’arrivo a Montecitorio, data la presenza dell’altra manifestazione. Fatto sta che i carabinieri reagiscono ai tentativi di forzare il blocco con qualche piccola carica.

A un certo punto il blocco viene parzialmente aperto e diverse centinaia di persone si dirigono verso il secondo blocco che si trova in piazza Colonna, da cui si accede a Montecitorio. È lì che avvengono gli scontri più violenti: i manifestanti premono, la polizia tira fuori i manganelli, tre persone restano lievemente ferite. L’intervento del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, calma i manifestanti e li convince a fermarsi: la notizia che sia lui stesso colpito da una manganellata è successivamente smentita. È a piazza Colonna che, poco dopo, arriva Pierluigi Bersani. Un altro gruppo di persone intanto torna indietro e si dirige verso un blindatissimo Palazzo Grazioli, residenza romana di Silvio Berlusconi in via del Plebiscito, di nuovo nei pressi di Piazza Venezia.

Il resto della manifestazione avviene tra grande tensione ma senza altri scontri: una parte riesce a raggiungere piazza Colonna, mentre il gruppo diretto a Palazzo Grazioli viene respinto dalla polizia. Poi il grosso dei manifestanti tenta di arrivare al Senato ma anche lì niente, e allora finisce per ripiegare su piazza Navona, sempre nella stessa zona centralissima di Roma. Se c’era un percorso ufficiale, nessuno lo conosceva: né la Questura né i promotori della manifestazione. Il ministro degli interni Roberto Maroni ha convocato una riunione d’urgenza al Viminale per capire l’accaduto e individuare le responsabilità degli scontri tra polizia e manifestanti.

E questi sono due filmati che documentano l’accaduto, donne vecchi invalidi, insomma tutti terroristi.

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il secondo filmato.

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Il 10 febbraio 2010, nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti del G8 originariamente previsto alla Maddalena che ha portato alle dimissioni (poi respinte) del capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, vengono pubblicati i testi delle intercettazioni di imprenditori accusati di avere rapporti diretti con lo stesso Bertolaso. In particolare, suscita scalpore il dialogo tra gli imprenditori Francesco Maria De Vito Piscicelli e il cognato Gagliardi che affermavano di ridere ciascuno nel proprio letto durante il terremoto, immaginando l’inserimento delle loro imprese nei lavori per il post-sisma. Il 12 febbraio 2010 il sottosegretario alla Presidenza, Gianni Letta, assicura che le imprese degli imprenditori protagonisti dell’intercettazione non hanno ricevuto appalti nel capoluogo abruzzese; tuttavia, un’intercettazione successiva, pubblicata il17 febbraio 2010 dal quotidiano locale Il Centro, smentisce le dichiarazioni di Letta.

statemi bene e informatevi sempre e sempre tesi!!!

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